lunedì 23 aprile 2007

Libri sui problemi dei giovani

  • I giovani e l'alcol di Antonia Bastioni Pergamo e Giuseppina M.Letizia Drogo Armando 2002
  • Giovani che rischiano la vita. Capire e trattare i comportamenti a rischio negli adolescenti di Umberto Nizzoli e Claudio Colli
  • Adolescenti terribili. Come aiutare vostra figlia a sopravvivere alle "amiche", pettegolezzi, ai ragazzi e alle altre realtà dell' adolescenza di Rosalind Wiseman Corbaccio 2005

lunedì 16 aprile 2007

Primary HIV Infection

In circa la metà delle persone infettate dal virus dopo circa 3-6 settimane dal contatto si verifica una sindrome similnucleosica, la quale è espressione della cosiddetta "infezione acuta primaria" (o PHI: Primary HIV Infection), la prima fase dell'infezione da HIV, che spontaneamente regredisce e che è caratterizzata da: faringite, febbre, linfoadenopatia, astenia, cefalea, sonnolenza e rash cutaneo morbilliforme. Tali manifestazioni si accompagnano ad un'intensa viremia ed ad un forte aumento della proteina p24. In alcuni casi si sono verificate delle infezioni opportunistiche probabilmente a seguito di una diminuzione o disfunzione dei linfociti CD4. Si assiste ad un aumento dei CD4. Nel 10% dei casi il quadro immunologico non migliora.
A distanza di 1-3 mesi dall'infezione si può verificare una sieroconversione con comparsa di anticorpi contro gli antigeni virali. Questo fenomeno determina una diminuzione della carica virale. Il sistema immunitario non riesce ad eliminare completamente il virus dall'organismo.Successivamente il quadro della persona infetta tende a rimanere costante per un periodo assai variabile la cui mediana si aggira intorno ai 10 anni. Questo quadro viene definito di latenza clinica in quanto la persona non accusa altri sintomi o segni di malattia ma il cui sistema immunitario tende a declinare. Si è notato che la velocità di progressione è correlabile con la quota di RNA di HIV presente. Maggiore è la quota di RNA, più rapido è il passaggio ad uno stato sintomatico. Talvolta in questa fase si può generare una linfoadenopatia persistente.
La continua deplezione dei linfociti CD4 e la loro disfunzione causano la comparsa di malattie. Tra le più frequenti si ricordano:
Linfoadenopatia generalizzata,
Lesioni orali quali mughetto, leucoplachia ed ulcere aftose,
Herpes Zoster,
Trombocitopenia a causa sconosciuta ma di cui si sopetta un'azione diretta del virus sui megacariociti,
In questo stadio possono anche comparire lesioni neurologiche di vario tipo sia periferiche che centrali. A questi sintomi se ne possono accompagnare anche altri quali febbre, diarrea e dimagrimento che vanno sotto il nome di complesso correlato con l'AIDS.

lunedì 2 aprile 2007

AIDS


AIDS è l'acronimo di Acquired Immune Deficiency Syndrome o, in italiano, sindrome da immunodeficienza acquisita e con esso si definisce la sindrome in cui si riscontra un insieme di manifestazioni dovute alla deplezione di linfociti T. In queste manifestazioni sono comprese infezioni da microrganismi rari o non patogeni ed insorgenza di tumori sia comuni nella popolazione generale sia caratteristici delle persone immunocompromesse sia peculiari di chi presenta tale sindrome. L'AIDS è causata dal virus HIV.

lunedì 26 marzo 2007

Suicidio




Per suicidio s'intende l'atto col quale l'individuo si procura volontariamente e consapevolmente la morte.È il gesto autolesivo più estremo, tipico in condizioni di grave disagio psichico, particolarmente in pazienti psichiatrici affetti da grave depressione e/o disturbi della personalità di tipo psicotico.Il tentato suicidio non viene considerato reato dall'ordinamento giuridico italiano e da molti altri ordinamenti civili moderni, nonostante lo fosse nei periodi anteriori alla Rivoluzione francese. Inoltre, la legge 580 del codice penale vieta categoricamente sia l'istigazione sia l'agevolazione in qualsiasi modo del suicidio altrui. In molti stati il tentato suicidio continua a costituire reato.Sociologicamente il suicidio è stato trattato in modo molto approfondito da Emile Durkheim, che lo categorizza in quattro diverse modalità:egoistico,altruistico,anomico,fatalista

Quali sono i motivi che spingono al suicidio? Quali sono le modalità con cui viene messo in pratica un suicidio?

lunedì 26 febbraio 2007

Bulimia nervosa

Una persona affetta da Bulimia Nervosa presenta le seguenti caratteristiche: Abbuffate ricorrenti caratterizzate dal consumo di grandi quantità di cibo e dalla sensazione di perdere il controllo sull'atto di mangiare. Comportamenti di compenso. Il vomito autoindotto è il meccanismo di compenso più utilizzato, molte persone utilizzano lassativi e diuretici, altre fanno esercizio fisico in modo eccessivo. Le abbuffate e le condotte compensatorie devono verificarsi almeno 2 volte a settimana per tre mesi. Il disturbo non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa. La caratteristica principale della bulimia nervosa è un circolo autoperpetuante di preoccupazione per il peso e le forme corporee -> dieta ferrea -> abbuffate -> vomito autoindotto. La diretta conseguenza dell'intensa preoccupazione per le forme e il peso in soggetti che basano l'autovalutazione personale sulla magrezza è cercare di dimagrire seguendo una dieta caratterizzata da regole molto rigide. La dieta ferrea è la principale responsabile della comparsa delle abbuffate. Seguire una dieta rigida in modo perfezionistico porta prima o poi inevitabilmente a compiere piccole trasgressioni che vengono vissute da chi soffre di problemi dell'alimentazione come una irrimediabile perdita di controllo. Le abbuffate in una prima fase possono dare piacere perché allentano la tensione del dover seguire in modo ferreo la dieta, col passare del tempo determinano però emozioni negative (paura di ingrassare, senso di colpa, vergogna, disgusto) che a loro volta possono innescare nuove abbuffate. Per quali motivi una persona può arrivare a diventare bulimica?

lunedì 12 febbraio 2007

Anoressia nervosa

Una persona è affetta da anoressia nervosa se manifesta: perdita di peso rilevante (più del 15% del peso considerato normale per età, sesso e altezza), paura intensa di ingrassare anche quando si è sottopeso, alterazione nel modo di vivere il peso, la taglia e le forme corporee, scomparsa delle mestruazioni.
La caratteristica principale dell' anoressia nervosa è il rifiuto del cibo. Il rifiuto di mangiare nasce dalla forte paura di ingrassare e dalla necessità di controllare l' alimentazione. Per evitare di ingrassare chi soffre di anoressia nervosa mette in atto una serie di comportamenti tipici del disturbo quali seguire una dieta ferrea, fare esercizio fisico in maniera eccessiva, indursi il vomito dopo aver mangiato anche piccole quantità di cibo. Si distinguono due forme di anoressia nervosa: l' anoressia restrittiva, forma in cui il dimagrimento è causato dal digiuno e dall' intensa attività fisica, e l' anoressia con bulimia, forma in cui la persona mette in atto comportamenti che insieme al digiuno servono a diminuire il peso corporeo (abuso di lassativi e/o diuretici, vomito).
Perché queste persone si sentono grasse?

lunedì 29 gennaio 2007

Alcolismo

L' abuso di alcool, insieme al consumo di droghe pesanti, è considerato una tra le principali cause di morte tra i giovani. I fumi dell' alcool possono spingere al suicidio, all' omicidio, ad incidenti stradali. Per abuso si intende il consumo di almeno cinque bicchieri di vino consecutivi (dove un bicchiere contiene circa 10 cl), una bottiglia o un boccale di birra (circa mezzo litro), un superalcolico servito in un piccolo bicchiere (circa 5 cl) o in un cocktail. In Italia, ci dice un recente studio dell' Eurispes, si bevono oggi circa 34 milioni di ettolitri di vino, 14 milioni di ettolitri di birra, 23 milioni di litri di grappa e 58 milioni di litri di suprealcolici. La cosa più preoccupante è che questi barili di alcool vengono consumati da giovani spesso al di sotto dei ventanni. Ma perché si beve secondo voi?