giovedì 28 dicembre 2006
Bulimia
Altro argomento discusso attualmente è la bulimia, ovvero quel disturbo alimentare caratterizzato da episodi di abbuffate seguiti di solito da comportamenti compensatori. Le abbuffate consistono nel mangiare grandi quantità di cibo, ad alto contenuto calorico. Il comportamento compensatorio utilizzato più frequentemente è il vomito autoindotto, ma possono esservi anche abuso di lassativi e di diuretici, digiuno e attività fisica eccessiva. Secondo voi perchè si sviluppa la bulimia? Oltre ad informarsi sul problema della bulimia e dare sostegno e incoraggiamento a queste persone in difficoltà, cosa si può fare?
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2 commenti:
ciao liana..sai generalmente la bulimia viene curata in questo modo..La terapia cognitivo-comportamentale della bulimia nervosa punta a cercare di modificare l’idea che il peso e le forme corporee costituiscono l’unico o il principale fattore in base al quale calcolare il proprio valore personale. Il trattamento prevede tre fasi per una durata complessiva di almeno sei mesi. La prima fase si propone di fornire informazioni sul disturbo e di ridurre le abbuffate regolarizzando la frequenza dei pasti e utilizzando attività alternative. La seconda fase mira a rendere stabile il comportamento alimentare attraverso la normalizzazione delle porzioni e la scelta della qualità degli alimenti, e a ridurre l’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee. La terza fase prevede l’applicazione di procedure finalizzate a prevenire le ricadute, a mantenere i risultati raggiunti durante il trattamento e alla preparazione della fine della terapia.I farmaci che, nell'esperienza clinica, si sono mostrati efficaci nel trattamento di tale disturbo sono gli antidepressivi appartenenti alla categoria degli inibitori selettivi del ricaptazione della serotonina (SSRI).L’uso dei farmaci antidepressivi nella cura della bulimia nervosa è dimostrato essere efficace per tre principali motivi: permette una riduzione media del 50-60% nella frequenza delle abbuffate nel giro di qualche settimana; permette una riduzione equivalente nella frequenza del vomito, un miglioramento dell’umore e del senso di controllo sull’alimentazione e una diminuzione della preoccupazione per il cibo; l’effetto antidepressivo del farmaco si verifica sia nei soggetti depressi che non depressi.Tuttavia è necessario sottolineare che recenti ricerche indicano che in molti soggetti il farmaco risulta non avere efficacia a lungo termine. Sembra infatti che, sebbene il farmaco antidepressivo riesca a ridurre le abbuffate, non possa eliminare alcuni fattori specifici che contribuiscono al mantenimento della bulimia nervosa, come ad esempio la dieta ferrea.
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